Guida alla fatturazione elettronica francese: come funziona, i formati e le prossime scadenze

La Francia si avvicina all’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria. Il modello francese, però, recepisce la norma europea EN 16931 in maniera del tutto peculiare, adottando un sistema completamente diverso da quello italiano.
Parigi ha optato per un'architettura decentralizzata e flessibile, che offre alle imprese una certa libertà di scelta e che divide in maniera netta l’invio delle fatture dalla trasmissione dei dati al Fisco.
Come gli altri Paesi europei, anche la Francia sta gradualmente adottando regole di fatturazione elettronica conformi allo standard EN 16931. Il sistema francese, però, è molto specifico: a differenza di quello italiano, in cui tutte le fatture passano per un nodo di smistamento centrale (il Sistema di Interscambio), il modello francese prevede uno schema “a Y”.
Le fatture non devono necessariamente transitare per il Fisco: le imprese possono scambiarsi i documenti direttamente, utilizzando delle piattaforme accreditate (le Plateformes Agréées, un tempo note come Plateforme de Dématérialisation Partenaire, o PDP).
Queste piattaforme gestiscono l'emissione, la conversione dei formati, la ricezione e l'aggiornamento degli "stati" della fattura ed estraggono i dati fiscali minimi per inviarli in automatico allo Stato (e-Reporting).
In questo modello a Y, quindi, le due imprese che devono scambiarsi delle fatture B2B si limitano a gestire i documenti tramite la piattaforma agréée di propria scelta, che poi si occuperà di trasmettere i dati al Portail Public de Facturation (PPF), l’hub statale che gestisce l’Annuaire Centralisé, ovvero il registro delle imprese francese.
Nel momento in cui il fornitore emette la fattura elettronica, il software contabile chiede al PPF di individuare la piattaforma di destinazione, quella cioè in uso al cliente, identificato tramite codice SIREN o SIRET.
Il modello di fatturazione elettronica francese si basa su due pilastri ben distinti: la fatturazione elettronica B2B (e-invoicing), che riguarda tutte le transazioni commerciali tra aziende stabilite in Francia e assoggettate a IVA, e l’e-Reporting, che invece riguarda la trasmissione dei dati di transazione e pagamento.
Nel sistema francese, l’e-Reporting si rende necessario per la gestione dei documenti che non rientrano nella fatturazione B2B domestica, come le vendite verso i privati (B2C) e gli scambi con partner commerciali internazionali.
Nel dettaglio, l’e-Reporting riguarda:
Questi dati vanno inviati alla DGFiP (Direction Générale des Finances Publiques), l'equivalente francese della nostra Agenzia delle Entrate, secondo tempistiche precise che dipendono dal regime IVA applicato dall’azienda in Francia.
L’adeguamento allo standard europeo EN 16931 si declina in Francia in tre formati principali, che rispondono a esigenze tecniche e aziendali diverse:
Mentre il formato ibrido è la soluzione ideale per PMI, microimprese e artigiani, i formati UBL e CII sono più indicati per le grandi aziende e per quelle che hanno adottato sistemi ad alto tasso di automazione.
La via francese verso la digitalizzazione dei documenti commerciali prevede due tappe precise. A partire dal 1° settembre 2026, tutte le aziende soggette a IVA devono poter ricevere le fatture elettroniche emesse secondo le regole indicate sopra. Inoltre, sempre da settembre di quest’anno, le grandi e medie imprese (identificate in Francia come ETI - Entreprises de Taille Intermédiaire) sono obbligate ad emettere fattura elettronica.
Come ricorda il Bercy, il ministero dell’Economia francese, il nuovo obbligo riguarda circa 10 milioni di attori economici soggetti all’IVA, in tutti i settori di attività.
Dal settembre 2027, poi, l’obbligo sarà esteso anche a PMI e microimprese. Quanto all’obbligo di e-Reporting, questo segue lo stesso identico calendario dell'e-invoicing: le grandi e medie imprese inizieranno a trasmettere i dati nel 2026, mentre le piccole realtà si adegueranno nel 2027.