Regolamento eIDAS: la firma elettronica e il valore legale di Firma Semplice, Avanzata e Qualificata

La Firma Elettronica è uno dei capisaldi della trasformazione digitale delle imprese: questo strumento digitale, valido in tutti i Paesi dell’Unione Europea, garantisce infatti la piena validità legale di documenti, transazioni e contratti.
Esistono però diverse tipologie di Firma Elettronica, ognuna con un proprio livello di sicurezza e con un determinato valore giuridico. È quindi fondamentale capire come orientarsi tra le diverse opzioni e come integrarle al meglio nei processi aziendali.
Con firma elettronica si intende qualsiasi strumento digitale capace di collegare l’identità di un soggetto e un certo documento elettronico, confermandone così il contenuto. Un semplice codice PIN è già una firma elettronica, anche se non ha lo stesso valore legale di una firma su tablet grafometrico o di una firma apposta tramite un token USB acquisito da un fornitore certificato.
Essenzialmente, la firma elettronica serve a confermare che il documento è stato approvato da una persona specifica e a garantire che il file non sia stato alterato o modificato dopo essere stato firmato.
Quest’associazione può avvenire in modi molto diversi e con differenti profili di sicurezza e valore legale: la scelta di una tipologia di firma rispetto a un’altra dipende fondamentalmente dal tipo di documento da firmare.
Le firme elettroniche, come anche le identità digitali, sono regolate a livello europeo dal Regolamento eIDAS 2.0 (electronic IDentification Authentication and trust Services), che fornisce il quadro giuridico unificato per l’identificazione elettronica e i servizi fiduciari, cioè quelli che garantiscono il valore legale, la sicurezza e l'autenticità di documenti, informazioni e transazioni elettroniche.
Il Regolamento eIDAS classifica le diverse tipologie di firma elettronica e ne dà una definizione riconosciuta in tutti i Paesi dell’UE, garantendo l’interoperabilità dei diversi sistemi nazionali. La Firma Digitale italiana, per esempio, rientra nella definizione più ampia di Firma Elettronica Qualificata (o FEQ), e in quanto tale deve essere accettata e riconosciuta in tutti i Paesi comunitari.
Il regolamento eIDAS, in sostanza, garantisce che a nessun tipo di firma elettronica possa essere negato valore legale solo perché è in forma digitale.
Il Regolamento eIDAS (Regolamento UE n. 910/2014), che in Italia trova attuazione nel Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82, o CAD) riconosce tre tipologie di firma elettronica:
A ognuna di queste tipologie di firma corrispondono, in tutta Europa, un certo livello di sicurezza e un determinato valore legale.
Il livello di sicurezza crescente di Firma Elettronica Semplice, Avanzata e Qualificata corrisponde a un valore giuridico specifico: nei Paesi UE, per esempio, la FES offre un valore probatorio molto limitato, mentre la FEQ (o Firma Digitale) ha lo stesso identico valore della firma autografa apposta in presenza, e può quindi essere fatta valere contro terzi.
Per riassumere, il quadro vigente in Europa prevede i seguenti profili di validità giuridica:
Le aziende, anche quelle più piccole, gestiscono quotidianamente una certa quantità di documenti, che vanno dai contratti con clienti e fornitori alle comunicazioni con la Pubblica Amministrazione.
Anche nel contesto aziendale ogni Firma Elettronica ha il suo uso specifico: se la FES è perfetta per termini d’uso, ordini su e-commerce e flussi interni a basso rischio, la FEA è la soluzione ideale per l’onboarding dei clienti e per la gestione del personale. Per sottoscrivere rapporti commerciali formali, gare d'appalto, bilanci o atti societari, invece, è fondamentale l’uso della FEQ, o Firma Digitale.
Scegliere il giusto tipo di firma garantisce la sicurezza e la validità dei documenti sottoscritti, ma avere un pool di firme elettroniche adatte nelle mani dei dipendenti preposti non è sempre sinonimo di efficienza. La necessità di firmare manualmente decine di documenti, al contrario, può creare dei veri e propri colli di bottiglia operativi.
Perciò, quando i documenti da firmare sono numerosi, integrare i servizi di firma tramite API diventa un’opzione imprescindibile. Collegandosi direttamente ai gestionali aziendali, le API di firma permettono di automatizzare l’intero ciclo di vita del documento, consentendo di applicare la giusta firma in maniera automatica e pienamente conforme al Regolamento eIDAS, oltre che di archiviare i documenti a norma di legge. Il tutto in un unico processo che avviene in tempo reale e che è facilmente scalabile in base alle necessità dell’azienda.