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Capire l'autenticazione: 2FA, MFA e sicurezza biometrica

Guida a 2FA, MFA e biometria: come proteggere gli account online bilanciando sicurezza ed esperienza utente

Ogni giorno milioni di credenziali di accesso finiscono nel mirino di attacchi di phishing e violazioni di database. Perciò, oggi, proteggere gli account è un’esigenza strutturale. I tradizionali metodi di autenticazione, basati su username e password, non garantiscono più la sicurezza necessaria a difendere i dati degli utenti online. 

La soluzione quindi non è nell’uso di password sempre più complesse, ma nell'affiancare alla password una seconda prova d'identità di natura diversa (come una notifica push sul telefono o la scansione del viso). 

È qui che entra in gioco la Multi-Factor Authentication (MFA), un metodo d'accesso che concede l'autorizzazione solo dopo aver verificato due o più fattori distinti.

Cos’è l’autenticazione multifattore?

I tradizionali sistemi di autenticazione basati su nome utente e password, anche noti come “a fattore singolo”, possono oggi essere violati molto facilmente. Secondo il Report Cost of a Data Breach 2026 di IBM, il 10% degli accessi non autorizzati ai dati personali avviene a causa di credenziali compromesse.

Perciò stanno prendendo piede nuove modalità di autenticazione che, per essere superate, richiedono più di una prova: si parla in proposito di Multi-Factor Authentication (MFA).

Per comprendere il meccanismo di autenticazione multifattore, bisogna innanzitutto capire quali sono gli strumenti che un sistema informatico può utilizzare per verificare l’identità di un utente. Parliamo dei tipi di credenziali con cui ci identifichiamo online, o fattori di autenticazione:

  • Qualcosa che sai: come password, codici PIN, risposte a domande segrete;
  • Qualcosa che hai: lo smartphone, un’app di autenticazione, un token fisico;
  • Qualcosa che sei (biometria): l’impronta digitale, il riconoscimento facciale o il tono della voce.

L’autenticazione a più fattori è quella che richiede due o più fattori appartenenti a diverse categorie di autenticazione tra quelle appena citate. 

Cos’è e come funziona la 2FA (Two-Factor Authentication)

Una delle tipologie più diffuse di autenticazione multifattore è quella che richiede l’uso di 2 distinti fattori per l’accesso a siti web e sistemi informatici. I metodi più comuni per la Two-Factor Authentication prevedono l’uso combinato di:

  • Password (o PIN) e codice OTP che viene inviato via SMS o email;
  • Password (o PIN) e codice di verifica temporaneo generato da un’app authenticator (per esempio Google Authenticator, Authy) installata sullo smartphone;
  • Password (o PIN) e chiave di sicurezza fisica (chiavette USB/NFC da inserire o avvicinare al PC);
  • Password (o PIN) e riconoscimento biometrico.

Questi ultimi due, ad oggi, risultano essere i metodi di autenticazione a due fattori più sicuri tra quelli disponibili.

Una cosa da tenere sempre a mente è che, per essere più sicura delle tradizionali credenziali, l’autenticazione online multifattore deve sempre richiedere due categorie diverse di fattori (conoscenza, possesso, inerenza): se un sistema chiede l’inserimento di una password e un secondo passaggio di sicurezza dalla stessa categoria di autenticazione, per esempio la risposta a una domanda segreta, non si tratta di Multi-Factor Authentication. Il secondo fattore deve sempre appartenere a una categoria diversa rispetto al primo.

Come funziona l’autenticazione a più fattori: l’accesso biometrico

I sistemi che puntano a un maggiore livello di sicurezza, si servono di un’autenticazione a più 

fattori (MFA) che richiede agli utenti di fornire più di due fattori di autenticazione e che include nella maggior parte dei casi la componente del riconoscimento biometrico.

Associato a password o ad altri fattori di autenticazione, l’accesso con riconoscimento biometrico garantisce un alto livello di sicurezza, poiché si basa su caratteristiche biologiche uniche dell’utente. 

Implementato tramite lettori d'impronte (Touch ID) o sensori di riconoscimento facciale (Face ID) che sono ormai dotazione standard degli smartphone, l’accesso biometrico è diventato sempre più diffuso non soltanto perché sicuro, ma anche grazie alla semplicità di utilizzo

Il riconoscimento biometrico, infatti, elimina la necessità di memorizzare password e chiavi d’accesso e di portare con sé dispositivi fisici come token usb. Neanche l’accesso biometrico, però, è esente da rischi.

Autenticazione sicura: 2FA VS MFA

Quando si parla di misure di sicurezza implementate per evitare attacchi di phishing e violazione dei dati personali degli utenti, è difficile individuare una soluzione che sia ideale sotto il profilo della sicurezza e che allo stesso tempo risulti semplice e comoda per gli utenti di un servizio online.

Esistono comunque delle differenze tra 2FA e MFA, intesa nel senso di autenticazione che richiede più di due fattori. Se l’autenticazione a due fattori è la configurazione base per evitare la compromissione dei dati, l’aggiunta di ulteriori fattori di autenticazione aumenta il livello di protezione e permette di costruire barriere difensive su misura capaci di fermare pressoché tutti gli attacchi automatizzati senza compromettere eccessivamente l’esperienza dell’utente.

Come accennato sopra, infatti, gli attacchi hacker sono sempre più sofisticati e continuano ad evolvere, perciò non esistono soluzioni MFA perfettamente sicure. I dati biometrici, per esempio, non possono essere modificati come una qualunque password statica, perciò vanno protetti con la crittografia e l’hardware sicuro (come i chip di sicurezza del dispositivo), e non andrebbero mai inviati a server remoti.

Una delle soluzioni più evolute, in tal senso, è costituita dalle Passkey, che combinano autenticazione MFA e biometria in un unico gesto: quando si accede a un sito, il dispositivo usa una chiave crittografica memorizzata al suo interno che viene sbloccata tramite riconoscimento biometrico, rendendo l’accesso semplice, istantaneo e immune al phishing.

Guida facile all'autenticazione a più fattori
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