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Scontrino elettronico: cosa cambia nel 2026

Addio ai registratori fisici e integrazione obbligatoria: le novità in vigore al 1° gennaio 2026

A partire dal 1° gennaio 2026, l’emissione degli scontrini elettronici e la trasmissione dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate devono rispettare le nuove regole introdotte dalla Legge di Bilancio 2025. 

Gli esercenti potranno abbandonare il vecchio registratore telematico in favore di soluzioni software, ma dovranno adeguare i propri sistemi alla normativa, a cominciare dall’obbligo di integrazione tra POS e sistema di emissione.

Scontrino digitale obbligatorio: le novità del 2026

L’adozione dello scontrino elettronico è diventata obbligatoria nel 2022. Da allora, tutti gli esercizi commerciali con partita IVA sono tenuti a emettere questo tipo di documento commerciale tramite un registratore telematico (collegato a internet) che invia automaticamente i dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. 

Gli esercenti in regola, oggi, già dispongono di un registratore telematico collegato a internet. POS e registratore telematico, però, potrebbero non comunicare tra loro - cosa che può portare a errori di diverso tipo nella trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate. Ed è qui che interviene la Legge di Bilancio 2025, che introduce l’obbligo di integrazione tra POS e registratore e stabilisce nuove modalità di trasmissione dei corrispettivi che non richiedono il tradizionale registratore telematico.

A partire dal 1° gennaio 2026, quindi, chi è tenuto all’emissione dello scontrino elettronico deve rispettare le nuove indicazioni.

Nuovo scontrino digitale: come funziona

Nell’art. 24 del DLgs 1/2024, abbiamo visto, vengono introdotte due importanti novità:

  • Scontrino senza registratore di cassa: la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri “può essere effettuata mediante soluzioni software che garantiscono la sicurezza e l'inalterabilità dei dati”;
  • Integrazione POS: Le soluzioni software di cui sopra “devono poter consentire la piena integrazione e interazione del processo di registrazione dei corrispettivi con il processo di pagamento elettronico”.

Alle soluzioni cosiddette hardware-based, basate sulla presenza fisica del registratore telematico, si aggiungono così delle nuove soluzioni software-based che funzionano tramite due strumenti principali:

  • il Punto di Emissione (PEM): raccoglie i dati, applica la firma digitale e li trasmette al Punto di Elaborazione. Può essere installato su tablet e PC ma anche direttamente sui terminali POS;
  • il Punto di Elaborazione (PEL): riceve i documenti e li inoltra all’Agenzia delle Entrate.

Come specificato dalla Legge, PEM e PEL devono rispettare le specifiche tecniche indicate dall’Agenzia delle Entrate e devono quindi essere certificati da enti autorizzati.

Scontrino telematico e POS: scadenze e sanzioni 

Il 5 marzo, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato l’attivazione del servizio che permette - tramite una semplice operazione online - il collegamento tra registratori telematici e POS richiesto dalla normativa in vigore dal 1° gennaio.

Come specificato dall’Agenzia, per completare la registrazione degli strumenti di pagamento già utilizzati tra l’1 e il 31 gennaio 2026 c’è tempo fino al 20 aprile. Per associare degli strumenti nuovi, invece, “l’abbinamento dovrà essere effettuato a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento di pagamento elettronico e comunque entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Quindi se un nuovo Pos inizia a operare a marzo, andrà collegato al registratore telematico tra il 6 e il 31 maggio”.

Chi non si dovesse adeguare entro le date indicate rischia una sanzione che va dai 1.000 ai 4.000 euro.

Scontrino elettronico: l’integrazione API

Tecnicamente, tutte le interazioni tra software moderni, inclusi PEM e PE, avvengono tramite protocolli API. Nelle soluzioni classiche, quelle installate su tablet e PC, le API sono “nascoste” dall’interfaccia grafica che permette l’uso manuale del software, la cosiddetta UI. 

Esiste però anche un approccio diretto: l’integrazione dello scontrino elettronico via API. In questo caso, il provider non fornisce un’app standard, ma consente di collegare il proprio gestionale, e-commerce o sistema di pagamento direttamente ai server del PEL usando gli endpoint API.

Ciò permette di associare l’emissione dello scontrino a processi già esistenti, per esempio un check-out online, automatizzando completamente il processo di emissione e trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate e garantendo l’adempimento agli obblighi di legge.

Nuovi obblighi per chi emette lo scontrino elettronico
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