HomeBlogAudire vince la track Silent Specs dell’AI Accessibility Hackathon
Partnership

Audire vince la track Silent Specs dell’AI Accessibility Hackathon

Tre studenti Bocconi hanno creato un assistente che aiuta le persone sorde a capire chi parla, come lo dice e quando si rivolge a loro.

Si è conclusa l’AI Accessibility Hackathon, la giornata di sviluppo organizzata da BAINSA in collaborazione con Anthropic al Talent Garden di Milano. Oltre 100 studenti e giovani sviluppatori hanno lavorato per 8 ore su strumenti concreti a supporto delle persone cieche e sorde.

Openapi ha partecipato all’evento come partner. Tra le track in gara c’era “Silent Specs”, dedicata alle persone sorde e con difficoltà uditive. A vincerla è stato Audire, il progetto di Zihan (Cassius) Huang, Leo Zuo e Jia Jia Dai, premiato con un credito sulla piattaforma Openapi.

La sfida: recuperare ciò che si perde nel momento

La domanda della track era chiara: come aiutare le persone sorde e con difficoltà uditive a recuperare informazioni, contesto e significato che si perdono durante una conversazione?

Il team ha iniziato la giornata testando i sottotitoli in diretta su diverse piattaforme di videochiamata. Le parole arrivavano bene. Quello che si perdeva era tutto il resto: chi stava parlando, se un “sì, va bene” era un sì convinto o detto controvoglia, se l’ultima frase era una domanda rivolta proprio a te. I sottotitoli dicono cosa è stato detto, ma non chi l’ha detto, come, e a chi.

Audire: oltre i sottotitoli

Da qui nasce Audire, dal latino “ascoltare”: un assistente per le conversazioni di gruppo dal vivo che raccoglie tutto quello che la voce trasmette oltre alle parole.

  • Chi parla e da dove: ogni voce compare su una mappa del tavolo, riconosciuta da timbro e intonazione. Le conversazioni parallele vengono separate in colonne, così l’utente sceglie chi seguire.
  • Quando si parla con te: se qualcuno pronuncia il tuo nome, Audire mostra chi ha parlato e a cosa si riferisce la domanda, con tre risposte già pronte.
  • Come è stato detto: accanto a ogni sottotitolo compare una parola sul tono, come domanda, riluttante o scherzoso, calcolata confrontando la frase con la voce abituale di chi parla. Un segnale evidenzia i momenti in cui parole e tono non coincidono, come un sì poco convinto o un’ironia.
  • Una voce per chi usa i segni: la telecamera legge mani e volto. Un palmo aperto fa dire al computer “Un momento, voglio rispondere”, mentre segni e dattilologia diventano una frase pronunciata ad alta voce.

Perso, compreso e risposto, tutto nello stesso minuto.

Il team

Dietro Audire ci sono tre studenti dell’Università Bocconi:

  • Zihan (Cassius) Huang, BSc in International Economics and Management (BIEM).
  • Leo Zuo, Master of Science in Management (MiM).
  • Jia Jia Dai, BSc in Economics, Management and Computer Science (BEMACS).

Come è stato costruito

Audire funziona direttamente nel browser. Riconoscimento vocale e sintesi vocale sono quelli del browser, MediaPipe legge mani e volto per i segni, Meyda analizza le caratteristiche della voce per distinguere chi parla. Claude riscrive i sottotitoli, capisce quando una frase è rivolta all’utente e prepara le risposte.

Gran parte dell’app è stata sviluppata durante la giornata con Claude Code. Per il team, la vera sfida non è stata scrivere il codice:

“La trascrizione non è più la parte difficile. Costruire con l’AI ci ha fatto capire che il vero lavoro è decidere esattamente di cosa ha bisogno l’utente e tagliare tutto il resto. Per questo abbiamo abbandonato la nostra prima idea a metà giornata.” — Zihan (Cassius) Huang

Il premio Openapi e i prossimi passi

Come vincitori della track, i ragazzi hanno ricevuto un credito sulla piattaforma Openapi. Il team lo userà per fare ricerca di mercato e automatizzare parte di questo lavoro, mentre trasforma il prototipo in un vero MVP.

I prossimi passi sono chiari. Oggi Audire usa un solo microfono del laptop: distingue chi parla a turno, ma non due persone che parlano insieme. Per questo il team vuole passare a un array di microfoni e, soprattutto, testare l’app con persone sorde e con difficoltà uditive, cosa impossibile da fare in un solo giorno.

Il codice del progetto è disponibile su GitHub.

Cosa resta di questa giornata

“Ho visto quanto può fare una piccola squadra quando tutti ci credono e lavorano bene insieme. Anche sotto pressione, sono arrivate idee di valore sorprendentemente in fretta.” — Leo Zuo

Per Openapi è stata l’occasione per vedere da vicino il talento di una nuova generazione di sviluppatori. Come partner dell’evento, con il nostro CEO Luca Scuriatti in giuria, continuiamo a sostenere chi usa la tecnologia per risolvere problemi reali, e siamo felici di accompagnare Audire nei suoi prossimi passi.

Perché la tecnologia migliore è quella che funziona per tutti.

Audire vince la track Silent Specs dell’AI Accessibility Hackathon
Condividi su